il lusso accessibile rallenta, il superlusso cresce

Nel mercato del lusso si sta creando una frattura sempre più evidente: il lusso accessibile rallenta, il superlusso cresce.
Segnali negativi (a tassi correnti) per vini e spirits di lusso (-5% a 93 miliardi di euro) , i beni personali (-2% a 358 miliardi) e le macchine (-6% a 545 miliardi), mentre crescono il food gourmet e fine dining (+5% a 74 miliardi), l’hospitality di lusso (+3% a 251 miliardi), jet e yacht privati (+9% a 34 miliardi) e luxury cruises (+10% 6 miliardi). Fonte Pambianco.

La fascia “premium” soffre perché la classe agiata è più prudente, più sensibile al prezzo, più attenta a rimandare decisioni importanti.
Chi invece compra superlusso – immobili unici, location iconiche, asset davvero rari, arte – non è influenzato dalla congiuntura. Cerca valore, autenticità, sicurezza patrimoniale.

Il punto è semplice: il lusso accessibile è ciclico, il superlusso no.

E in Italia il superlusso continua ad attirare capitali importanti proprio perché offre ciò che altrove non esiste: unicità, storia, qualità non replicabile.
È una realtà che, da mediatrice, vedo crescere ogni giorno. E che ci racconta come sta cambiando davvero la domanda, la forbice si allarga e l’incertezza del futuro anche.