La Spagna ha perso 393.000 abitazioni in affitto tra il 2018 e il 2025, l’Italia?
I numeri raccontano una storia diversa, e per certi versi più interessante.
Secondo l’ufficio studi di idealista, in dieci anni l’offerta di case in affitto a lungo termine (4+4 e 3+2) è scesa del 34,8%. L’offerta complessiva però è rimasta quasi stabile: –2,3%.
Le case non sono sparite. Hanno cambiato contratto.
I transitori sono passati dall’1,6% al 31,4% degli annunci. E oggi rendono di più: 21,6 €/mq al mese contro 14,5 €/mq del canone classico.
Il proprietario italiano non ha smesso di affittare: ha scelto flessibilità e rendimento.
Qui sta il nodo più difficile: come conciliare il diritto di chi possiede una casa a decidere come usarla con il diritto di tutti ad averne una. Imporre non funziona: un proprietario che si sente poco tutelato semplicemente sceglie altro. Lasciar fare al mercato nemmeno, perché il mercato da solo non produce affitti accessibili.
Il Piano Casa appena varato fa un passo concreto sul lato pubblico: recupero di circa 60.000 alloggi popolari oggi inutilizzati e incentivi per chi investe in housing a canone calmierato, almeno il 33% sotto il mercato, con un vincolo di trentanni.
Non tocca però il punto da cui nascono questi numeri: la fiducia del proprietario privato nel
contratto lungo.
𝗧𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗿𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟰+𝟰. 𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮, 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿𝗮̀ 𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗹𝗲 𝗹𝗶̀.