Lo sapevi che anche il Parlamento ha il suo “mutuo di categoria”?
Alla Camera e al Senato ci sono filiali bancarie interne: Intesa Sanpaolo a Montecitorio, BNL a Palazzo Madama. Queste filiali lavorano sulla base di convenzioni che prevedono condizioni dedicate, anche sui mutui ipotecari.
Non è un segreto. Nel 2012 un servizio di La7 rivelò che al Senato il tasso variabile per un senatore era dell’1,57%, contro il 4,07% applicato a un cliente esterno. Nel 2024 la nuova convenzione della Camera fece notizia per un tasso di oltre il 5% sulla liquidità in conto corrente.
Si può discutere a lungo se sia giusto o no. Ma c’è un punto che mi interessa di più, da chi ogni giorno accompagna persone nell’acquisto di una casa:
👉 le convenzioni di categoria non esistono solo in Parlamento.
Dipendenti pubblici, bancari, iscritti a ordini professionali e casse di previdenza, grandi aziende, associazioni di categoria: molti hanno accesso a condizioni migliori su spread, spese di istruttoria o perizia. Spesso però non lo sanno, o non lo chiedono.
Prima di firmare un mutuo, quindi, tre domande da farsi:
1️⃣ Il mio datore di lavoro, ordine o associazione ha una convenzione con qualche banca?
2️⃣ Ho confrontato il TAEG, e non solo il tasso?
3️⃣ Ho usato la convenzione come leva per negoziare anche con altre banche?
Qualche decimale di spread, su 25 anni, può valere migliaia di euro.