Tutti corrono a comprare sul lago di Garda. I più furbi stanno vendendo. E non sono i proprietari di ville.
Guardiamo i numeri del Garda.
Secondo Casa.it i prezzi richiesti sono saliti del 9% in un anno.
Secondo Tecnocasa i prezzi di compravendita sono saliti del 2%.
Quella differenza dice tutto: i proprietari chiedono, il mercato non segue.
A Lazise i tempi di vendita si allungano, gli affitti brevi, che dovevano ripagare ogni acquisto, sono un mercato ormai saturo.
Intanto, lontano dagli annunci con il tramonto, succede altro.
A Salò Falkensteiner apre un cinque stelle da 97 camere: 140 milioni di investimento.
Lo storico Grand Hotel Gardone, fondato nel 1884, è passato a un gruppo lituano e a uno rumeno. Il capitale internazionale non sta comprando bilocali.
Sta comprando alberghi.
E ha ragione: nei comuni del lago oltre l’80% delle presenze turistiche è straniera. Chi possiede i letti possiede il Garda.
Ho passato molti anni nell’hôtellerie, come consulente. E vedo una cosa che chi guarda solo i metri quadri non vede: decine di strutture di famiglia costruite da una generazione che oggi si chiede chi porterà avanti tutto questo?
Dall’altra parte, gruppi e investitori cercano esattamente ciò che quelle famiglie hanno: posizione, licenze, storia, clientela.
La domanda non è se vendere. È quando.
Chi vende mentre il mercato corre, vende bene.
Chi aspetta che i riflettori si spengano, tratta da una posizione più debole.